Arrivare a 16 anni e non aver sentito nulla al di fuori dell’ Mp3 !

Nov 26
2009

Si può arrivare ad aver vissuto già sedici anni della propria esistenza ed essere cresciuti solo a pane ed mp3 ?

Così sembrerebbe per la maggior parte dei ragazzi delle nuove generazioni.

Praticamente è come crescere con un filtro dinanzi ai nostri occhi che ci permette di vedere tutto ridotto a 256 colori! Certo, se nessuno ci insegna che le tonalità di colore possono essere qualche milione, possiamo anche crescere con la convinzione che il nostro limitato modo di vedere il mondo sia l’assoluto. Ma cosa succede se d’un tratto qualcuno vi fa notare la differenza?

Le generazioni più adulte, che hanno avuto la possibilità di conoscere tecniche di riproduzione decisamente diverse da quello che il mercato implacabilmente oggi ci costringe ad usare, sanno bene cosa vuol dire poter usufruire della musica in un modo qualitativamente diverso.

Ma i giovani di oggi cosa sanno?

Fruibilità di contenuti a qualunque costo o ricerca di una migliore qualità assoluta?

Oggi sicuramente vale la prima delle due possibilità. Anzi, forse si è arrivati al punto che la fruibilità di contenuti ha spezzato le ossa alla ricerca di una qualità.

Certo, a vederla in questo modo, la realtà assume un aspetto abbastanza pessimistico ma  ci si può sempre aspettare un cambio di tendenza che parta dal basso senza attendere che le grandi industrie nel settore dei media e della tecnologia muovano i loro passi.

Come agire?

Dichiarare  guerra a tutti i lettori mp3?

Certamente non avrebbe senso e probabilmente metterebbe in crisi un settore economico che viaggia a gonfie vele senza per questo risolvere il problema, ma modificare le nostre abitudini quotidiane di utilizzo, questo sì.

Una sempre maggiore quantità di lettori ‘mp3’ oggi è in grado di leggere formati ‘wav’ o ‘aiff’ non compressi, sicuramente più voluminosi, ma con una resa migliore sia in termini di ascolto che in termini di utilizzo. Anche le quantità di memoria, in essi contenuti, diventano via via maggiori e a costi sempre più accessibili e quindi, l’ingombro di file di grosse dimensioni diventa col passare del tempo sempre meno problematico.

E’ altresì indubbio che utilizzando file di grosse dimensioni non potremo più portarci appresso nel nostro lettore 5000 o più brani musicali super compressi ma… siamo veramente convinti che, uscendo la mattina da casa nostra, saremo in grado di ascoltarli proprio tutti ?

Provare a prediligere la qualità alla quantità potrebbe portare a dei vantaggi forse non così appariscenti immediatamente, ma più apprezzabili nel tempo come, per esempio,  la minor stanchezza dell’udito all’ascolto prolungato.

Perché, allora, non provare a cambiare le nostre abitudini ed insegnare ai più giovani che c’è anche un altro modo di usufruire dei contenuti musicali dei loro artisti preferiti?

In altre parole .. ascoltiamo di meno ma ascoltiamo meglio!

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