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“Viaggio a Venezia” CD: Divox – CDX 70602
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«Venezia crocevia musicale del primo settecento» è il tema conduttore della seconda fatica discografica de I Virtuosi delle Muse… È dunque con questo disco che I Virtuosi trovano la propria identità, fatta di nuance foniche uniche e inconfondibili… Una maturazione tecnica e interpretativa che offre all’orchestra cremonese l’opportunità di proporsi nel panorama internazionale come uno dei complessi di riferimento quanto all’interpretazione della musica del barocco italiano. |
| Liuteria Musica Cultura (rivista), n. 2, 2008 |
| Per il loro secondo CD, che segue quello dedicato alle sinfonie delle opere vivaldiane, I Virtuosi delle Muse hanno scelto un programma antologico che comprende lavori di musicisti veneziani o presenti a Venezia nella prima metà del 180 secolo. Il suono complessivo di queste composizioni eseguite con strumenti antichi appare molto pieno e caldo, anche per la scelta innovativa di inserire nell’organico la viola tenore… Non parliamo dell’esecuzione che è molto precisa e scandita, ed allo stesso tempo flessibile e ‘morbida’, atta ad esaltare il colore strumentale. .. Squisita la rilettura di Porpora, …gradevole la sonorità in Händel…; splendida l’esecuzione di Gasparini, come pure della polifonica Sinfonia tratta dal celebrato oratorio di Marcello, con gli archi contrapposti dialogicamente, e lo struggente Adagio mediano tratteggiato con una finezza che pare lucente riflesso di luce lagunare. |
| Corriere del Teatro (rivista), G. Mion, n. 3, 2008 |
| Il famoso ensemble “I Virtuosi delle Muse”, diretto di Stefano Molardi, esibisce una grande generosità di suono. Ma non si percepisce solo impeto e grinta: le dinamiche sono molto raffinate e significativamente differenziate, il suono è teso ed elastico, i musicisti agiscono con energia, impiegando un’articolazione molto precisa. Tutto questo rende possibile l’esecuzione dei passaggi veloci con grande temperamento, non escludendo tuttavia una raffinata interpretazione dei tempi lenti … Molardi sviluppa, attraverso un programma interessante e molto ben meditato, idee musicali chiare e convincenti. |
| Klassik.com (sito web), Matthias Lange, 30 agosto 2008 |
| Nella Venezia del belcanto barocco, brevi opere strumentali della gioventù di Händel, un paio di concerti di Porpora, varie Sinfonie e Ouverture di Caldara, Marcello, Gasparini e Hasse, e una Sinfonie e un Concerto di Albinoni, segnano l’itinerario di questo viaggio ideale attraverso la Venezia dell’inizio del Secolo XVIII, nel pieno apogeo del belcanto operistico, che finisce per lasciare una traccia profonda anche nella musica strumentale. Nella loro seconda registrazione per il marchio DIVOX, I Virtuosi delle Muse offrono letture intense, raffinate, trasmettono molte emozioni. |
| Diario de Sevilla (giornale), Pablo J. Vayón, 21 giugno 2008 |
Protagonista è un ensemble specializzato nella musica antica: I Virtuosi delle Muse, diretto da Stefano Molardi. Il programma è di grande attrattiva… L’interpretazione è superlativa e l’adozione di un diapason a 415 Hz e di un temperamento Werckmeister III aiuta a meglio cogliere le reciproche influenze e suggestioni fra scuola veneziana, napoletana e romana. |
| Musica (rivista), 5 Stelle, G.F., maggio 2008 |
| Venezia fa scuola… un viaggio che risulta particolarmente ben confezionato, non banale ma anzi ricercato ed eseguito impeccabilmente dal giovane e affiatato gruppo “I Virtuosi delle Muse”, che vuole dire la sua nel panorama internazionale delle esecuzioni con strumenti originali. |
| Alta Fedeltà (rivista), Gabriele Formenti |
Antonio Vivaldi: “Sinfonie d’opera” CD: Divox – CDX 70501-6
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L’esordio sul mercato discografico de I Virtuosi delle Muse, orchestra barocca fondata a Cremona da Stefano Molardi e Jonathan Guyonnet nel 2004, si caratterizza per un piglio ed una autorevolezza inusuali per un giovane complesso strumentale… E se da una parte la scelta di un programma ‘popolare’ come le Sinfonie d’opera del prete rosso può aver contribuito a rendere accattivante il prodotto, d’altro canto ha certo complicato le cose, moltiplicando i termini di raffronto e facendo inevitabilmente levitare le attese dell’ascoltatore. Eppure l’ensemble cremonese non solo ostenta sicurezza, mostrando una maturità interpretativa precoce accompagnata da una invidiabile consapevolezza dei propri mezzi tecnici ed espressivi, ma non tradisce le aspettative, offrendo una lettura avvincente, affettiva, ricca di sfumature, a tratti timbricamente inusitata grazie all’impiego in alcuni brani della viola d’amore… Imperdibile. |